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  • Redazione

Un parco per Libero Grassi, ucciso dalla mafia 29 anni fa perché disse no al "pizzo"

È stato firmato il protocollo tra il Comune di Palermo e l'associazione "Parco Libero", dedicato all'imprenditore Libero Grassi, ucciso 29 anni fa dai sicari di cosa nostra, perché non volle piegarsi al racket delle estorsioni.


La firma del protocollo

«È un regalo per mio padre e mia madre, spero finalmente di potere realizzarlo», ha detto Alice, figlia dell'imprenditore, che ha firmato l'accordo con il sindaco, Leoluca Orlando, in via Alfieri, dove Libero Grassi è stato ucciso e dove è stato commemorato stamattina. Un "parco Libero" pensato e voluto dalla famiglia e da un gruppo di professionisti e cittadini, in una area degnata di Palermo, nella borgata di Acqua dei corsari.


«Quell'area, che io chiamo così, non parco perché ad oggi non lo è, è stata intitolata a mio padre nel 2013. Ufficialmente è stata finita nel 2007, ma mai consegnato alla cittadinanza. L'anno scorso dopo le analisi si è scoperto che l'area è inquinata, va bonificata».


"Il nostro sogno - ha aggiunto Alice - è che mentre si fa la bonifica si riesca a sviluppare un progetto esecutivo in collaborazione con i paesaggisti di fama anche internazionale. Per fare questo stiamo organizzando un workshop in primavera, in modo che il Comune abbia un progetto esecutivo di un parco multifunzionale e di ampio respiro soprattutto. E' un'area abbandonata priva di servizi e noi riteniamo che un parco multifunzionale che si occupi di arte, cultura, ambiente sia una cosa molto importante per il quartiere - ha sottolineato Alice Grassi - Speriamo di riuscirci, ma abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti. Abbiamo sì firmato il protocollo col Comune, ma siamo un'associazione di volontariato. Non abbiamo finanziamenti pubblici. Tutto l'aiuto che ci può arrivare ringraziamo sin da adesso, ne abbiamo bisogno, il lavoro è tanto da fare».


«In questo momento - ha aggiunto Alice Grassi - i rischi per i commercianti e gli imprenditori sono veramente alti anche perché c'è un'emergenza economica che porta un disagio grosso. A Palermo è certamente ancora più accentuato. Bisogna fare in modo che la mafia e il malaffare non approfittino di questa situazione di disagio economico per infiltrarsi nell'economia. Se i contributi promessi dallo Stato non arrivano come previsto - ha aggiunto - bisogna attivarsi perché le altre misure, già previste dalle leggi anche regionali, abbiano i fondi necessari per aiutare e sostenere gli imprenditori e i cittadini».


IL TRIBUTO DEL PD. Dal Pd arriva un messaggio di commemorazione. «Oggi ricordiamo un eroe civile: Libero Grassi ebbe il coraggio di sfidare la mafia rompendo il muro dell’omertà, sapendo di rischiare la vita per difendere la libertà del lavoro onesto», ha detto Giuseppe Lupo capogruppo del PD all'Ars. «Su quel solco di coraggio - aggiunge Lupo - negli anni successivi sono state scritte altre pagine importanti di ribellione al sopruso mafioso e di spinta verso una nuova coscienza collettiva di fronte all'odiosa pratica del pizzo e del racket delle estorsioni».


CHI ERA LIBERO GRASSI. Libero Grassi venne ucciso 29 anni fa dalla mafia, mentre stava andando in fabbrica alla Sigma. Freddato dal killer Salvino Madonia, fìglio del boss di Resuttana. Il complice alla guida della macchina Marco Favaloro in seguito si pentì e contribuì alla ricostruzione dell'agguato. Madonia è stato condannato in via definitiva al 41-bis, e con lui l’intera Cupola di Cosa Nostra nel 2008. Grassi, nato a Catania ma trasferitosi a Palermo all'età di 8 anni, fu ucciso perché si ribellò alla richiesta di pizzo, sostenendo apertamente sui media la posizione dell'intransigenza.