Search
  • Redazione

Wandering through Acireale

Discovering the less known “treasures” of the Etna area city


Wander off the well-beaten track for a taste of Acireale’s hidden baroque treasures.


FROM PIAZZA SAN DOMENICO TO THE PUPPET MUSEUM Beginning in Piazza S. Domenico, a lava stone staircase leads up to the front of the church of San Domenico (XVI-XVIII CCE) flanked on each side by bell towers built in the mid-nineteenth century. The church contains painting by Alessandro Vasta, Giacinto Platania e Matteo Ragonesi and the fine plaster wall decorations date back to restorations completed in the nineteenth century. While you are in the square why not check out the Palazzo Musmeci. Above the portico of the exterior, built on three levels, a finely detailed grotesque gargoyle confronts us: its fleshy nose, the exposed tongue, the visible teeth and the dropping moustache clearly designed to instil fear into those visitors up to no good. The palace has hosted some very distinguished guests including King Ferdinand IV of Naples and King Umberto I of Savoy. Via Alessi is to the left of the Palazzo Musmeci and at street number 5 you will find the Teatro Macrì, which is now the Sicilian puppet museum (open 09:13 and 15:30-19:30; closed Sunday). The puppets from both the Acireale and Catania traditions are housed here along with all the props, costumes and the hand painted backdrops that formed the scenic design of the theatre which continued to give daily performances up until 1974. When Macri the grand puppeteer died, the building was acquired by the municipality of Acireale.


FROM PALAZZO MODO’ TO VIA CARPINATI Leaving the theatre, we make our way first to via Cavour and from there to piazza Duomo. Turning onto via Davì we discover Palazzo Modò (nineteenth century.), which began life as the Teatro Eldorado. The theatre once had a capacity of 800, but today only the balconies with bas-reliefs depicting theatrical masks remain. Continuing along via Davì we come across jewellery shops, interspersed with fruit and vegetable sellers, butchers and fishmongers, until we reach the “chiazza”, the city market area. From the “chiazza” we continue along via S. Martino as far as the junction with via Dafnica: to the right there is a baroque palace, with keystones shaped like lava stone masks that demonstrate the skill of the Acireale artisans in modelling such a hard material as basalt. Returning to via S. Martino we turn into vico Sfilio at the end of which we find the baroque church of S. Francesco di Paola with a view of Paolo D’Amico. The church was built at the intersection of two alleys. The majolica dome of the S. Maria dell’Odigitria church peeps out on the upper left. Continuing along Via S. Francesco di Paola as far as Via Vittorio Emanuele we arrive at street number 167 and Palazzo Pennisi (XVI century). From there we reach the picturesque via Carpinati. Here you can admire, on the left, one of the few Liberty facades in the baroque heart of the city.


INSIDE “E MOTTI” THE SUFFRAGIO DISTRICT Turn left into via Galatea and then turn right into vico Rote and enter the Suffragio district, called “e Motti”, characterized by narrow sloping streets. From via Romeo we descend towards the sea. We reach Piazza S. Maria del Suffragio with the homonymous church that is located on the ancient Strada della Marina. The Church was born to meet the needs of the inhabitants of the neighbourhood, fishermen, artisans and small traders, whose work gravitated around the maritime port of Santa Maria la Scala. Entering the church with its single nave, one is enveloped by the polychrome frescoes that decorate almost the entire building, many made by the painter Pietro Paolo Vasta.


Laura Cannavò e Pia Morabito (guide turistiche soci ARGS)




Vagando nel cuore di Acireale


In giro tra i “gioielli” meno conosciuti della città etnea


Fuori dalle rotte più battute, un viaggio tra le strade interne alla scoperta dei gioielli un po’ meno conosciuti del barocco di Acireale.


Da piazza San Domenico al museo dei pupi Partendo da piazza S. Domenico, in cima ad una scalinata in pietra lavica si apre la facciata di S. Domenico (XVI-XVIII sec.) contornata dalle torri campanarie realizzate a metà del XIX sec. All’interno si conservano tele di Alessandro Vasta, Giacinto Platania e Matteo Ragonesi. Al restauro tardo ottocentesco si devono gli stucchi. Sulla stessa piazza si apre palazzo Musmeci. La facciata, che si sviluppa su tre piani, è arricchita da un portale sormontato da un mascherone curato nei minimi particolari: il naso carnoso, la lingua e i denti visibili e i baffi spioventi con una chiara funzione di incutere timore ai malintenzionati. Il palazzo ha visto tra i suoi ospiti illustri Re Ferdinando IV di Napoli e Re Umberto I di Savoia. Costeggiando Palazzo Musmeci, a sinistra, si incontra la via Alessi: al civico 5 troviamo il Teatro Macrì, oggi museo dei Pupi siciliani (9-13 e 15,30-19,30; domenica chiuso). Qui sono custodite marionette di scuola acese e di scuola catanese, oltre che gli attrezzi dei pupari, i tabelloni dipinti a mano che facevano da scenografia e le teste di ricambio dei pupi. Il teatro lavorava quotidianamente fino al 1974. Morto Macrì fu acquistato dal comune di Acireale e adibito a museo.


Da Palazzo Modò a via Carpinati Usciamo dal teatro, raggiungiamo via Cavour e da qui piazza Duomo. Imbocchiamo via Davì per scoprire, sulla destra, Palazzo Modò (XVIII sec.), nato come teatro Eldorado. Del teatro, che aveva una capienza di 800 posti e fu tale per breve tempo, rimane solo la scritta e i balconi con bassorilievi raffiguranti maschere teatrali. Percorrendo via Davì ci imbattiamo in negozi di gioielleria, alternati a botteghe di fruttivendoli macellai e pescivendoli, fino a giungere alla “chiazza”, zona del mercato cittadino. Dalla “chiazza” proseguiamo su via S. Martino fino al bivio con via Dafnica: sulla destra appare un palazzo barocco, con chiavi di volta a forma di mascheroni in pietra lavica che con la loro plasticità mostrano l’abilità degli artigiani acesi nel modellare un materiale duro come il basalto. Riprendiamo via S. Martino e giriamo per vico Sfilio al termine del quale si trova la chiesetta barocca di S. Francesco di Paola con prospetto di Paolo D’Amico. La chiesa è stata edificata all’incrocio tra due vicoli. Sulla destra in alto fa capolino la cupola maiolicata della chiesa S. Maria dell’Odigitria. Proseguiamo per Via S. Francesco di Paola fino ad imboccare Via Vittorio Emanuele. Salendo incontriamo al civico 167 Palazzo Pennisi (XVI sec.). Proseguiamo e imbocchiamo la pittoresca via Carpinati. Qui si può ammirare, sulla sinistra, una delle poche facciate Liberty nel cuore tutto barocco della città.


Dentro “e Motti”, il quartiere del Suffragio Giriamo a sinistra su via Galatea per imboccare poi a destra il vico Rote e ci inoltriamo nel quartiere del Suffragio, detto “e Motti”, caratterizzato da strette viuzze in pendenza. Da via Romeo scendiamo verso il mare. Raggiungiamo piazza S. Maria del Suffragio con l’omonima chiesa che si trova sull’antica Strada della Marina. La Chiesa nacque per venire incontro alle esigenze degli abitanti del quartiere, pescatori, artigiani e piccoli commercianti, il cui lavoro gravitava intorno allo scalo marittimo di S. Maria la Scala, ai piedi del costone roccioso della Timpa. Entrando nella chiesa a navata unica si viene avvolti dalla policromia degli affreschi che ornano quasi l’intero edificio, molti realizzati dal pittore acese Pietro Paolo Vasta.


Laura Cannavò e Pia Morabito (guide turistiche soci ARGS)