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  • Gianluca Reale

Watch out for the logo!

It's one of those incontrovertible laws now. Whoever gets his hand on a public institution logo gets burned. Recent history is more or less dotted with burning logos. The last, of course, is that of the promotional campaign just launched by the Tourism Department of the Region of Sicily. The inscription Sicily with all the letters of a different colour, sea colour, citrus colour, sun colour, trees colour, sky colour...


Socials are a ruckus. The world of communicators, advertisers, designers is unleashed. The most hidden logos have been exhumed to highlight their lack of originality. Certainly the flavour of Expo 2015 is so present, then came the logo of Puglia, also 2015 for Expo. Not to mention the logo of Aruba (the island, not the internet provider) which also has a sub headline similar: "One happy Island". There are those who have also found the vector version on Istock, even if with the word "Espana". Then there are the political opponents. The PD yesterday even found the logo of Salou, the tourist resort near Terragona. Where? In Spain. Also similar in style, with colored letters. The M5S regional MP Jose Marano has today made her name-logo in color and put it on the cover of her Facebook profile. And on social networks, it's all a proliferation of personal readjustments.

In short, hasn't the agency entrusted with the project really made great creative efforts? The result is going viral. There were those who said: "if you talk about it even badly, as long as you talk about it". Of course, maybe it's not really the goal of promoting tourism in Sicily. But you know, touching a logo is dangerous. You always risk getting burned. We all remember, a few years ago, the "new" logo" of Catania commissioned, at least on that occasion for free, by the then mayor Enzo Bianco. As soon as it was presented, the witch hunt was unleashed. It was talked about it in all sorts of ways, the creative was disappointed. The result is that we don't know anything about that logo anymore.


You could say: well, everything is also in the logic of political alternation. Who arrives sweeps away, who is not there denigrates. So won't it be good for everyone? Probably, the unanimous appreciation of creativity is a chimera, but the method could change the cards on the table. If the politicians on duty, instead of entrusting direct assignments to their trustees, promoted design competitions, perhaps open internationally, we would have many advantages: a commission of qualified technicians who judge, proposals that come from many qualified subjects, a competition that always pushes the candidates to give the best of themselves. It is probably a result that meets with a broad consensus. Engineers and architects have begun to understand it, in communication we still do not want to use it. Always with the ready excuse of the urgency, of doing quickly, of that «need to avoid a rain of cancellations», a rather surreal phrase contained in the decree that entrusts the work to the agency that created the new communication campaign for the Region.


It's a pity. There is time to make up for it in the future. In the meantime, we'll keep this. After all, the Expo logo worked, who's to say this one doesn't have to go boom? All these versions tell us it's a common feeling, an evergreen of communication. That it should not always be surprising, but it should also work on "what people expect to see". So, if on socials the "mutations" ad personam go crazy, if it wasn't a mockery, it would be a really brilliant viral action. Do you want to see that's what the authors of this logo were aiming at?



(ITA) Attenti al logo

Ormai è una di quelle leggi incontrovertibili. Chi mette mano a un logo di un ente pubblico si brucia. La storia recente è più o meno costellata di loghi che scottano. L’ultimo, naturalmente è quello della campagna promozionale appena varata dall’assessorato al Turismo della Regione Sicilia. La scritta Sicilia con tutte le lettere di un colore diverso, colore mare, colore agrumi, colore sole, colore alberi, colore cielo…


Sui social è un putiferio. Il mondo di comunicatori, pubblicitari, designer è scatenato. Sono stati riesumati i loghi più reconditi per evidenziarne la mancata originalità. Certo il sapore di Expo 2015 è tanto presente, poi è arrivato il logo della Puglia, sempre 2015 per Expo. Per non parlare del logo di Aruba (l’isola, non l’internet provider) che ha pure la sub headline similare “One happy Island”. C’è chi ha trovato pure la versione vettoriale su Istock, anche se con la parola “Espana”. Poi ci sono gli avversari politici. Il PD ieri ha scovato addirittura il logo di Salou, la località turistica vicino Terragona in Spagna, pure questo similare nello stile, a lettere colorate. La parlamentare regionale del M5S Jose Marano oggi s’è fatta il suo di logo a colori e se l’è messo un po' anche nella copertina della pagina Facebook. E sui social è tutto un proliferare di riadattamenti personali.

Insomma, davvero l’agenzia a cui è stato affidato il progetto non ha fatto grandi sforzi creativi? Il risultato sta diventando virale. C’era chi diceva: se ne parli anche male, purché se ne parli. Certo, magari non è proprio l’obiettivo della promozione turistica della Sicilia. Ma si sa, toccare un logo è pericoloso. Si rischia sempre di rimanere scottati. Ci ricordiamo tutti, qualche anno fa, del “nuovo” logo” di Catania commissionato, almeno in quell’occasione gratuitamente, dall’allora sindaco Enzo Bianco. Appena fu presentato si scatenò la caccia alle streghe. Se ne disserro di tutti i colori (scusate, evidentemente non riesco a cancellare l’input!), il creativo ne rimase amareggiato. Il risultato è che di quel logo non se ne sa più niente.


Si potrà dire: vabbè, tutto sta anche nella logica dell’avvicendamento politico. Chi arriva spazza via, chi non c’è denigra. E dunque non andrà ma niente bene a tutti? Probabile, l’unanimità di apprezzamento sulla creatività è una chimera, ma il metodo potrebbe cambiare le carte in tavola. Se i politici di turno, invece di affidare incarichi diretti ai loro fidati, promuovessero concorsi di progettazione, magari aperti a livello internazionale, avremmo molti vantaggi: una commissione di tecnici qualificati che giudica, proposte che arrivano da tanti soggetti qualificati, una competition che spinge sempre a dare il meglio di sé. E probabilmente un risultato che raccoglie un consenso ampio. L’hanno cominciato a capire ingegneri e architetti, nella comunicazione ancora non si vuole usare. Sempre con la scusa pronta dell’urgenza, del fare presto, di quella «necessita di evitare un pioggia di disdette», locuzione alquanto surreale contenuta nel decreto che affida il lavoro all’agenzia che ha creato la nuova campagna di comunicazione per la Regione.


Peccato. C’è tempo per rimediare in futuro. Intanto, ci teniamo questo. In fondo, il logo di Expo ha funzionato, chi dice che questo non debba andare a bomba? Tutte queste versioni ci dicono che è un sentire comune, un evergreen della comunicazione. Che non sempre deve stupire, ma deve lavorare anche su «quello che la gente si aspetta di vedere». Dunque, se sui social le “mutazioni” ad personam impazzano, se non fosse uno sberleffo, sarebbe un’azione virale davvero geniale. Vuoi vedere che gli autori del logo miravano proprio a questo?